TROPPO TRASGRESSIVI? – parte III – Istanbul (Turchia)

Il ragazzo turco fu molto resistente, non capivo come facesse dato che non aveva mai eiaculato fino a quel momento e che sembrava decisamente giovane. Comunque continuò ad incularla ad oltranza pur sporcandosi di merda. Probabilmente aspettava il nostro permesso anche per sborrare ed immergeva il suo membro rigido che scompariva tra le sue chiappone cellulitiche bianche e varicose.
Da settimane mia moglie attendeva questa vacanza erotica, però devo ammettere che cominciavo a stufarmi di fare il guardone col mio cazzo in mano.
- Mmmmmmh... I love your big cock fucking my ass! (Amo il tuo grande cazzo che mi scopa nel culo!)
Gemette ancora lei. Quella invasione anale le dava diverse ondate di orgasmi. 
- Oooooooh, I can feel your testicles!(Riesco a sentire i tuoi testicoli!)
Urlò insaziabile mentre si preparava all'ennesimo orgasmo sotto i colpi del ragazzo che sbatteva contro il suo grasso sedere.
- Do you like me Ekmel? (Ti piaccio Ekmel?)
Gridò di nuovo, senza vergogna, rivolgendosi direttamente a lui.
- Yes, I love fucking your nice wide ass... (Sì, amo scopare il tuo bel culo largo)
- Well, you will show how much you like it? Fuck you! Show me, fuck! (Allora dimostrerai quanto ti piace ? Vaffanculo! Dimostramelo, cazzo!
All'improvviso, passò dal lessico di una elegante donna europea a quello di una volgare puttana da strada. Stava diventando davvero isterica e dovetti intervenire. Mi avvicinai al ragazzo e gli dissi di venire il prima possibile.
Mia moglie invece sembrava spaventata dal fatto che lui potesse eiaculare ed interrompere quella goduria fuori controllo. Sembrò dimenticare chi fosse e urlò in inglese:
- Who gave you permission to cum inside? (Chi ti ha dato il permesso di sborrarmi dentro?)
Queste parole, per la prima volta, lo fecero un po' incazzare. Tolse il cazzo dallo sfintere, grugnì qualcosa in turco e schizzò una quantità industriale di sperma sulla schiena di lei.
La sera, mentre scendevamo per la cena, il direttore dell'hotel si lamentò dell'eccessivo rumore che aveva infastidito altri clienti. Ci rendemmo conto di aver esagerato e passammo gli altri 13 giorni a fare le porcate più assurde col silenziatore.

FINE

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